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Presenza e Segni

laboratorio esperienzale e dialogo tra movimento, relazione ed emozioni

Venerdì 22 Maggio 2026 dalle ore 20.30 alle ore 22.00
Sabato 23 Maggio 2026 dalle ore 18.30 alle ore 20.00

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Sinossi

La danza contemporanea è profondamente inscritta nell’esistenza dell’individuo, coinvolta nella sua complessità, che esprime attraverso il corpo umano.
Essa è infatti una messa in gioco del corpo stesso, energia in libertà, pensiero in movimento, scrittura singolare dello spazio, gioco di segni.

Le parole nascono come gesti, e, solo successivamente, diventano linguaggio verbale. La radice della comunicazione umana perciò è corporea. Il bambino incarna le parole in una sorta di appropriazione fisica delle loro caratteristiche sensoriali e solo quando è in grado di pensare simbolicamente permette che diventino espressione verbale.
Nel corpo quindi nascono le nostre parole. Parole essenziali, fondatrici della vita.
Il gesto, inizialmente, è una reazione spontanea a uno stimolo, a un loro insieme o a una situazione. Esso diviene presto mezzo di comunicazione quando è compreso dagli altri.
Fra gli esseri si stabilisce una prima comunicazione che spesso si situa a livello infra-cosciente e infra-verbale. Tale linguaggio non è specifico degli esseri umani.
Nell’uomo questa modalità “primordiale” di comunicazione tende a scomparire e a intellettualizzarsi.
Appare saliente, mantenere viva e attiva la comunicazione non verbale: gesto, mimica, suono, movimento, quale patrimonio e strumento fondamentale per lo sviluppo creativo e psicomotorio dell’individuo, oltre che patrimonio ancestrale e culturale dei gruppi umani.
Fin dagli albori, la psicoanalisi considera l’integrazione tra lo psichico e il corporeo, tra le sensazioni, le emozioni e il corpo, ma anche tra il corpo stesso e la capacità di formulazione di pensiero astratto.
Occupandosi della clinica dell’individuo e del gruppo, la psicoanalisi ha riconosciuto l’importanza del mondo corporeo anche nella costruzione di significati.
Più recentemente anche le neuroscienze sottolineano l’importanza dei movimenti e delle posture, ma anche di precise attivazioni fisiologiche all’insorgere delle emozioni, che riguardano il corpo.
Potremmo quindi interrogarci sull’efficacia che le discipline a mediazione corporea abbiano nello sviluppo della regolazione emozionale e nella capacità di introspezione.
Il lavoro esperienziale corporeo offre l’opportunità di sperimentare la relazione spazio/tempo/ movimento, le qualità comunicative del gesto e della postura, per conoscere o riconoscere quale sia la propria matrice individuale, in relazione a sè e agli altri.

Sperimentare attraverso i linguaggi non verbali propone la possibilità di cambiare forma e permette di trasformare gli ostacoli del corpo, sciogliendo la rigidità di un’immagine di sé, che tende a fissarsi per abitudine o per le limitazioni imposte dal modo di vivere.

Inoltre, vi è una profonda connessione tra l’onestà emotiva del movimento e chi osserva. Si crea infatti un legame che tende a riconoscere un passaggio della propria esistenza nell’esperienza dell’altro in movimento.
Le emozioni individuali si possono unire in un’esperienza collettiva, lasciando tracce mnestiche, anche corporee, in chi le ha vissute .

Il lavoro esperienziale proposto trae origine dalla danza contemporanea, dall’Aiki Taiso (pratica interna dell’Aikido), dall’Aikido (arte marziale) e permette di sviluppare la coscienza di un “terzo” spazio-tempo, ossia di ciò che nasce dalla relazione tra gli individui, tra l’individuo e il gruppo (e viceversa) e naturalmente dal legame interiore dell’individuo con se stesso. Legami la cui cornice e oggetto fondante è il movimento.

Nicoletta Bernardini e Paola Majeroni

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